Il groppo

Rompe le palle. Si, rompe veramente le palle.

Avete presente la sensazione di 2 dita che pigiano sulla trachea o di un dolce troppo secco che si butta giù a fatica? 

Et voilá quello che io chiamo groppo. 

Trattasi di caro amico di vecchia data, uno dei miei sintomi psicosomatici più cari; quello che ti sta dicendo: 

G: ehi A. questa situazione non ti va a genio… direi che è quasi soffocante! Sarà io caso di sputare il rospo e fottersene un po’?

A: … caralamifava! Lo so! Ma se ti ci metti anche te a rompere siamo a cavallo!

G: ma io lo faccio per te Ariantina bella. Affinché tu cresca e impari a gestire in modo maturo i tuoi stati emozionali. Affinché tu capisca che qualcosa nella tua vita non va e ti senta spronata a cambiare…

A: Senti un po’ Groppo-Freud, la teoria la so e ho speso miliardi per impararla; per cortesia quindi, guarda di sparire (che almeno respiro) e fammi stare il pace senza la sensazione dell’ “Ovosodo”.

G: tu avrai anche studiato ma mi pare senza gran costrutto! Io lo faccio perché ti applichi di più. Io LO FACCIO PER TE!  No! ….Arianta…Che stai facendo? Butta giù quella boccetta! Lo sai che l’En non mi piace… mi rincoglionisce! No dai… su, faccela da sola!

A: senti… t’ho sopportato tutto il giorno… adesso, francamente, mi merito di riposare anche io! Bona merda! A presto!

E vissero felici- En- contenti.

Ma perché…

Ma perché….ci si diverte così tanto con voi?

Sarà il vino rosé o il cocomero briaho, l’amaretto di Saronno riesumato dalla cantina dell’82, saranno le risate e gli sfottò sinceri,  i moccoli che volano bassi ad altezza ginocchio o i tormentoni (ma perché…) e il non riuscire a farsene una ragione, sarà che si sta tutto assieme dai più piccini ai più vecchi, saranno le zanzare che ci dissanguano, sará il cibo buono e in quantità. 

Sarà che si piglia fuoco per un nonnulla (anzi Voi perché Io sono “quella buona”), sarà la sincerità crudele e dissacrante, sarà che i figli sono quasi figli di tutti, sarà lo “sforzo” di arrivare alla mezzanotte per cantare tanti auguri ad un amico e ricominciare a brindare mentre questo sorride inebetito e contento.

Saranno le cene zeppe di gente festosa è contenta, i cori, gli sfottò, rivedere il video della partita assieme, i discorsi del presidente e le dediche in poesia per un compagno anziano valente e presente che si mette in gioco nonostante l’età.

Sarà il non giudicare mai l’altro e accoglierlo per come è, salvo poi mandarlo affanculo quando si comporta male per salvaguardare l’armonia (se in un cesto di mele una c’ha il baco si butta via la mela!).

Sará quel che vi pare ma io mi trovo davvero tanto bene con Voi e Son tanto felice di avervi incontrato. Tutti quanti, nessuno escluso…mele marce comprese.

Arianta

Melancholía

Un caminetto acceso, un plaid, carezzare la testa del tuo cane.

Un’estate calda, una gita in piscina, noi giovani “sorelle maggiori” e uno stuolo di ragazzini impertinenti da guardare.

Il mio primo viaggio all’estero, il mio fidanzato perfetto, il mio migliore amico ad attenderci ad Edimburgo. Le Highlans, l’Haggis, il Pub Tour.

Il giorno della mia laurea e le lacrime di mio nonno.

Una folle vacanza all’Isola d’Elba a 18 anni. 

Il mio esame di maturità, l’incazzatura per il risultato e la consapevolezza di aver finito un percorso.

La vera leggerezza: io e te, increduli, nel corridoio dell’Università, abbracciati e commossi dopo l’ultimo esame. 

Le telefonate con le amiche adolescenti e le litigate con i genitori per la bolletta astrale.

Le persone care che ho perso.

Le farfalle nello stomaco.

Una giornata alle terme. Io e te a godercela coi mariti che ci aspettavamo a casa a prepararci la cena.

L’ultimo sguardo della mia piccola Zoe.

Quella festa di compleanno a sorpresa e quella caccia al tesoro preparata con tanto amore e complicità.

La prima volta che ho fatto l’amore.

I know that someday you’ll have a beautiful life, I know you’ll be a star

In somebody else’s sky…

But why, why, why can’t it be… can’t it be mine?

A.

Concertoni #3 e #4

Beh che dire… oggi finisce il Firenze Rocks 2017.

Una tre giorni nel parco fiorentino delle cascine che per una volta è stato davvero usato dalla gente e non solo dai travestiti. 

Una tre giorni di buona, anzi ottima musica. Per la prima volta a Firenze in 42 anni assisto a una cosa del genere. 

Bello il posto che nonostante il sole cocente è ventilato. 

Bella la gente: uomini, donne, giovani e bambini. Carrozzine , marsupi, tatuaggi estrosi, addominali in libertà, polvere, sudore, autobotti di birra, scarpe da ginnastica, sandali da frate, anfibi, sorrisi, odore di fumo.

Mescolate il tutto, metteteci circa 50 mila persone a sera, sottofondo rock, ed eccovi serviti l’evento.

Ho avuto il piacere di ascoltare i Placebo (ottimi) e dei buoni (ma non buonissimi) Aerosmith il 23 giugno.



Il 24 invece un superbo, immenso, emozionante, commovente e coinvolgente Eddie Vedder preceduto da un ottimo Glen Hansard.

I due fenomeni hanno visto bene poi – per la nostra gioia –  di suonare anche insieme e farci restare ancora più a bocca aperta. 


A corredare il tutto, gli amici di sempre e i nuovi compagni di merende con cui godere del momento e una ruffiana quanto inaspettata stella cadente: lunga, grande, luminosa e altera nel dipingere un arco prefetto nel cielo di Firenze.

Insomma… ciccia di gallina e bordoni a iosa.

Rock On Arianta!!

18 Luglio 2006 – 13 Giugno 2017

E con te se ne va un altro pezzettino ci cuore…

Stasera piango te. Alle 7.00 stamani mi è arrivato un laconico messaggio, spero tu non abbia sofferto e che tu sia stato amato da tutti quando io non c’ero più.

Ti ho dovuto lasciare 4 anni fa. Ti ho sempre pensato. Sei stato la mia compagnia nei momenti più tristi e nella mia profonda solitudine. Un bordino caldo per la mia anima.

Sei stato un cane agitato, simpatico, testardo, pasticcione, disobbediente, scalatore e nuotatore, mangiatutto, birichino, abbaione, amante delle coccole, grande scavatore di buche.


Ricordo ancora quando cercavi di seppellire il tuo osso finto sul parquet in casa; le buche non venivano? Allora spostavi col muso le tende in silenzio e con circospezione per nascondercelo. Nessuno doveva vederti! Eri così buffo!!! 

Quando saltavi e staccavi le nespole dall’albero… quanto ti piacevano… 

Quando ti chiudevamo fuori e abbaiavi incessantemente perché volevi entrare in casa, facendo incazzare tutto il vicinato.

Quando camminavi sulle Dolomiti col tuo fazzoletto rosso al collo. Andavi avanti ma… finché non arrivavo, non ripartivi. Mi aspettavi…sempre!!

Quando non volevi montare in macchina perché ti dava noia, la tua paura del vuoto, la tua prima volta sulle scale mobili e al ristorante nella nostra mini vacanza in Umbria.

Quando sei scappato e hai fatto una notte fuori casa. 

Quando S. ha deciso di castrarti.  E ti fotografavo dicendo che eri un cane spallato.

Quando ti ho beccato a masturbarti con una coperta credendo che ti fossi ferito.. che imbarazzo quella telefonata al veterinario.

Quando beccavi i forasacchi e si doveva fare le corse per levarteli.

Quando tornavi profumato dalla toilette dopo aver fatto fare il bagno a quella povera ragazza che ti doveva lavare e asciugare.

Quando riportavi la Palla e i legni.

Quando mi stavi accanto sul divano a vedere la TV col caminetto acceso.

Quando appoggiavi il tuo testone sui miei piedi incurante dell’afa. 

Quando godevi facendo il bagno nelle vasche all’orto e dormivi sotto lo split dell’aria condizionata. 

Ieri sera tornavo a casa, ascoltavo la musica e mi sono ritrovata a piangere senza motivo; era la stessa ora in cui tu te ne andavi. Anche se una coincidenza, credo sia una bella coincidenza. 

Sarai sempre con me Pedrone e scusami se ti ho abbandonato. Spero tu non ti sia accorto della mia mancanza.

Arianta