C.

Oggi sarebbe stato il tuo compleanno.

Oggi sicuramente saresti un brillante ingegnere in carriera (eri molto più brava di me all’università), sposata con Lui (che finalmente eri riuscita a conquistare e che ti rendeva tremendamente felice…) e probabilmente mamma.

Oggi i tuoi sarebbero stati dei nonni felici, attenti e premurosi, sempre pronti a viziare i tuoi figli.

Oggi forse saremo ancora in contatto e mi avresti consigliata in diverse occasioni, come facevi allora.

Ti sei persa un sacco di cose C., troppo presto te ne sei andata, da sola, in quell’incidente in autostrada quel sabato sera mentre tornavi a casa. Troppe cose della tua vita e della nostra.

Ricordo benissimo la nostra telefonata quel venerdì di settembre: “hai studiato questo? Che fai in questi giorni? Ok dai ci vediamo lunedì in facoltà per ripetere”…Quel lunedì non è mai arrivato per te.

Per me invece sono arrivati tanti 8 dicembre e tanti 18 settembre. Tante tappe in cui tu avresti dovuto esserci e invece non c’eri. Tanti perché, tanto vuoto, tanto dolore e tanta poca Fede in quel Dio in cui dovrei sperare tutti i giorni.

Il fatto che stia qui a scrivere di te però, significa che ancora ci sei… non come avrei voluto – con gli occhi azzurri, le tette grandi, i capelli corvini e la tua calata aretina – ma ci sei. E ti ricorderò sempre. 

Non è del tutto vero quindi che la morte divide. L’assenza fisica fa male… tanto… ma quello che divide davvero avviene in vita.

Quando non viviamo, quando chi ti sta intorno decide di cancellarti, di abbandonarti o semplicemente di non esserci più per te, quando odiamo, quando dimentichiamo, quando diamo tutto per scontato, quando anche noi ce ne andiamo, quando crescono barriere e non ponti.

E vediamo di ricordarsene! Auguri C.!!

Ari