La fine di un CI(r)C(o)LO


Quando finisce o comincia un ciclo credo che ognuno di noi provi delle sensazioni. 

Mi concentro e mi rivedo in circostanze particolari e ‘sento’ (anche se un po’ annacquato dal tempo) come allora.

Quella gioia mista a sollievo e orgoglio quando mi sono laureata, lo straziante abbandono quando è finito il mio matrimonio, la curiosità mista a paura quando ho combinato (e combino tuttora) qualche cazzatella.

Il terrore nell’affacciarsi al mondo del lavoro, lo stimolo e la voglia di fare cose nuove, la pienezza della musica che ascolto durante un bel concerto,  lo sconforto quando cerco di ballare come a vent’anni e il giorno dopo mi sveglio piena di dolori.

L’amarezza di quando non va come avevi sperato, lo stupore per i casi della vita, la noia quando hai finito una impresa titanica giocandoti anima e corpo e ti chiedi…e adesso? ma non sai mai cosa risponderti né tantomeno cosa fare.

Stasera si è concluso un ciclo, per me importante. Legato ai ricordi di infanzia, ad un impegno preso col cuore, alla convinzione di poter collaborare con la mia comunità per un qualcosa di bello, gratuito e non comune. E provo tristezza e frustrazione. Perché si poteva fare di meglio, forse anche di più, ma solo assieme, se solo ognuno avesse portato il proprio mattincino senza SE e senza MA.

Invece ci sono i MA – quelli non detti apertamente – striscianti: MA io avrei fatto, MA io avrei detto, MA io non sono d’accordo, MA lo sai che…  che scavano come torrenti carsici:

E i SE tipici : SE tu avessi risposto così, SE tu fossi stato più disponibile, SE avessi avuto a cuore la causa

C’è poco da fare, quando fallisce un’iniziativa è perché siamo tutti CT della Nazionale incapaci di provare a mettersi nei panni di chi abbiamo davanti. Incapaci di confrontarsi con lealtà, preferiamo chiuderci in questa orribile malattia che è il  personalismo e il criticare a tutti i costi. Non fare insieme ma puntare il dito.

Siamo umani e non santi, non pazienti come Ghandi né intelligenti come Einstein, sempre più dediti a quel venticello che si chiama Calunnia che rompe gli argini e mina le fondamenta della fiducia reciproca. 

A un certo punto… anche basta! Sono arrivata. Cerco di assolvermi, cerco di non dirmi che è solo colpa mia e del mio carattere, mi ripeto che i tempi sono cambiati e che ormai non è più possibile fare ed essere ‘come quando c’eri tu’. 

Però stasera, mi sembra di averti tradito nella memoria e nell’insegnamento che hai cercato di trasmetterci. Purtroppo me lo dicevi anche allora, in tempi non sospetti, dandomi quei sonori schiaffi, che unn’avevo capito nulla! E forse tutti i torti non li avevi.

A.

Annunci

Quindici Uova…


Bravissima sei stata! Ne hai fatte quindici! E belle! Hai fatto ben quindici uova!

Quel giorno di dicembre, mi ero recata in clinica con tanta paura addosso e molta speranza nel cuore. Ero silenziosa e avevo tanti pensieri nella mente. 

Mi fanno accomodare in una stanza dove ci sono due brande abbastanza comode. Mi devo spogliare, mettere comoda, rilassarmi e aspettare. 

Il Signore può stare solo 5 minuti, la rivedrà quando abbiamo finito. Anche lui deve fare la sua parte mi dice una infermiera sorridente.

Rimango sola, mi entra freddo addosso ed entro sotto le coperte. Subito arriva la biologa che mi spiega la pratica a cui mi devo sottoporre di lì a breve, l’ispirazione ecoguidata dei follicoli. Mi rassicura: non sarà molto dolorosa stia tranquilla signora.

È il momento: l’infemriera sorridente mi viene a prendere e controlla che mi sia preparata a dovere, appena entro in sala e la ginecologa che mi ha seguito mi saluta e scherza con me mentre mi distendo su quel letto freddo e mi posiziono a scosciagalletto.

 Arriva anche l’anestesista e mi mette un’agocannula nella mano. Chiedo: A che serve? Non si sa mai, così siamo pronte anche a darle un po’ di antidolorifico se ne avrà bisogno…

Il tutto non mi rassicura ma ormai ci siamo, ho lottato e sofferto tanto per essere qui. Vedo quattro donne intorno a me. Occhi che spuntano da mascherine sterili. 

Mi concentro sul neon appeso al soffitto che emana una fastidiosa luce bianca che quasi mi acceca e un impercettibile ronzio.

Comincia il tutto; scendono le lacrime calde, copiose e silenziose. Quel letto di metallo è così freddo… mi parlano ma io non ascolto molto… penso e piango mentre aumenta il dolore che diventa quasi insopportabile. La mia mente con me è impietosa: ma è Questo il modo per avere un figlio? Non doveva essere la cosa più naturale del mondo? Dove sono le notti d’amore, i ritardi del ciclo, i test di gravidanza, le cartoline con la cicogna?

Smetto di pensare un momento e dico che sto cominciando a non sopportare più il fastidio che è diventato dolore. Prontamente mi fanno in vena un qualcosa che mi farà stare meglio. Dai Arianta, ho quasi finito…. ecco… fatto… 15! Bravissima sei stata! Ne hai fatte quindici! E belle! Hai fatto ben quindici uova!

Intanto continuo a fissare il soffitto mentre la droga che mi hanno dato fa effetto…ma fa tanto tanto freddo… anzi… tutto è freddo.

A.



Ti fa stare bene

Ricevere un messaggio da un caro amico con il link alla canzone Ti fa stare bene  di Caparezza.

Ascoltare una canzone e pensare a me. Poi leggo (perché cogliere tutto al primo ascolto è un’impresa che i miei neuroni e le mie sinapsi non riescono a fare) e capisco.

Beh, grazie R. Sei un AmicoconlaAmaiuscola. Ed è bene ricordacelo spesso di fare ciò che ci fa stare bene.

Attenzione però…La mia felicità non può essere tale se è a scapito di altri… in fondo, tutti abbiamo bisogno di stare bene ed i bambini sono i nostri migliori insegnanti.

Come racconta lo stesso Caparezza, il significato del testo di questa canzone parte da lontano: “Ti fa stare bene è stato scritto quasi nel culmine delle mie angosce, anche io ho avuto i miei fantasmi da affrontare. Quando noi abbiamo un momento di difficoltà ci viene normale parlarne con qualche amico, ma il più delle volte questo amico ci ascolta, ci scrive qualcosa su Facebook per tirarci su il morale, ma difficilmente ti può dare un aiuto concreto, perchè comunque non riesce a capire veramente ciò che stai provando in quel momento. Molte volte gli adulti l’unico consiglio che ti danno è “Dai tranquillo, stai su, non ci pensare”. Mentre se lo chiedi ad un bambino, nella sua ingenuità lui ti risponderà con una frase del tipo “con le mani sporche fai la macchie nere” oppure “soffia le bolle con le guance piene” e io volevo trasferire proprio questa cosa all’interno del pezzo perchè solo un bambino potrebbe dirti una cosa così folle che non ti direbbe mai un adulto e che paradossalmente ti fa più riflettere di altre mille parole. Quando siamo bambini tutti siamo felici con poco, perchè facciamo tutte queste piccole cose e forse dovrei tornare a farle anche io. Ecco perchè ho voluto che nel ritornello ci fosse un coro di bambini a dire proprio queste cose.

Ehi! Ho bisogno almeno di un motivo che mi faccia stare bene

Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre

Del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto

Delle sere chiuso per la serie culto, della serie: “Chiudo e siamo assieme, punto”

Soffiano venti caldi, siamo rimasti in venti calmi

E sono tempi pazzi, fricchettoni con i piedi scalzi che diventano ferventi Nazi

Fanno i G8 nei bar, col biscotto e il Cherry Muffin

Sono esilaranti nel ruolo di piedipiatti, Eddie Murphy

Scusa non dormo sulla mia Glock 17 sognando corpi che avvolgo come uno stock di cassette

Ora che mi fido di te come di chi fa autostop in manette

Scelgo un coro come Mariele Ventre che mi faccia star bene sempre!

Con le mani sporche fai le macchie nere

Vola sulle scope come fan le streghe

Devi fare ciò che ti fa stare

Devi fare ciò che ti fa stare bene

Soffia nelle bolle con le guance piene

E disegna smorfie sulle facce serie

Devi fare ciò che ti fa stare

Devi fare ciò che ti fa stare bene

Ehi! Ho bisogno almeno di un motivo che mi tiri su il morale

Prima che la rabbia mi strozzi mentre premo sul collare

Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto

Vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio dal conflitto in Kosovo

Chi se ne sbatte

Di diete famose, di strisce nel cielo e di banche

Non vedo più ombre se accendo il mio cero al debunker

Non faccio come il tuo capo coperto di bende come Tutankhamon

Non vivo la crisi di mezz’età dove dimezza va tutto attaccato

Voglio essere superato come una Bianchina dalla super auto

Come la cantina dal tuo super attico, come la mia rima quando fugge l’attimo

Sono tutti in gara e rallento fino a stare fuori dal tempo

Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene

Con le mani sporche fai le macchie nere

Vola sulle scope come fan le streghe

Devi fare ciò che ti fa stare

Devi fare ciò che ti fa stare bene

Soffia nelle bolle con le guance piene

E disegna smorfie sulle facce serie

Devi fare ciò che ti fa stare

Devi fare ciò che ti fa stare bene

Vuoi sta-re be-ne? Sta-re be-ne

Vuoi sta-re be-ne? Sta-re be-ne

Vuoi sta-re be-ne? Sta-re be-ne

Vuoi sta-re be-ne? Sta-re be-ne

Risparmiare metà della fatica?

Cancellare metà della rubrica?

Respirare soltanto aria pulita?

Camminare verso la via d’uscita? -ta? -ta? -ta? -ta?

Mi farà stare bene!

Devi fare ciò che ti fa stare bene

Devi fare ciò che ti fa stare

Ciò che ti fa stare

Ciò che ti fa stare bene

Mi farà stare bene

Canto di draghi, di saldi, di fughe più che di cliché (Mi farà stare bene)

Snobbo le firme perché faccio musica non defilè (Mi farà stare bene)

Sono l’evaso dal ruolo ingabbiato di artista an gagè (Mi farà stare bene)

Questa canzone è un po’ troppo da radio sticazzi finchè (Mi farà stare bene)

Caparezza

Che aspettate? Ascoltatevela! 

A.

Prove di contatto

E alla fine ci siamo arrivati. Dopo tanti anni, oggi per la prima volta mi sono trovata a dover lavorare con il mio ex marito. Solo per mail ma mi pareva già sufficiente. 

Comincia con una mia richiesta. Segue una sua risposta abbastanza supponente. Risegue mia richiesta di collaborazione sottolineando la mia urgenza. Passa un’ora, cambia il tono e risponde come si deve. Ok. Problema lavorativo risolto.

Poi la follia si impossessa di me e privatamente gli chiedo riusciremo più io e te ad avere un rapporto? 

Subito mi pento del mio invio ma ormai… too late...e in fondo erano giorni che pensavo alla mia necessità di una riconciliazione. Non con lui ma con me stessa. Non posso sperare che muoia o guardare con interesse la cronaca cittadina online ogni qual volta c’è un incidente, sognando di cambiare il mio stato civile da separata a vedova. Non mi appartiene questa cosa. Io non VOGLIO essere così. Cerca che ti ricerco una soluzione praticabile, ed ecco che scatta la mail di oggi. Forse, mi son detta, saranno maturi i tempi per riguardare a quanto successo con distacco e non, come direbbe il dr. Frankenstein di Brooksiana memoria, con la tipica CALMA, DIGNITÀ E CLASSE!

Della serie… parliamone senza dare di matto!

Passano 20 minuti e arriva la risposta. Laconica. Ci ho sempre sperato…e continuo a sperarci…

Ho deciso di mollarla li. Non risponderò a questa email. Non mi è sufficiente. A questo punto della mia vita non contesto la sua scelta, ma non dimentico i modi. In fondo, ha avuto molto tempo per fare e non sperare. Per lasciarmi in maniera adulta o quantomeno agevolarmi nel passaggio. 

SE avesse voluto ovviamente; sarebbe stato più difficile anche per lui anziché tentare di  farmi sprofondare nel dimenticatoio. 

Certo, rischiava un vaffanculo imperiale ma se ci tieni davvero non ti arrendi no? E alla fine il modo lo trovi per fare la cosa giusta. 

Ecco, forse questo avrei voluto: che in qualche modo – anche goffo – facesse un passo.  La storia rimane, la gestione sbagliata pure. Però possiamo comunque provare a  riparlarne e confrontarci sugli errori e magari, provare a correggerli. Il tempo c’è stato in abbondanza ma il passo non c’è mai stato. 

La cruda verità è che non ci teneva abbastanza e aveva/ha altre priorità. 

Rimane sempre nella mia mente quello che ho faticosamente imparato. La differenza la fanno i fatti e non i proclami. Le buone intenzioni e le belle parole lasciamole da parte; fatti, non pugnette!

Prima o poi la risolveremo (spero) ma per adesso siamo ancora su due rette divergenti. 

Quindi… test connection failed! Attendere, prego….


Indiscrete domande musicali…


Ogni tanto mi imbatto in questi Tag e non riesco a resistere. É compulsiva la faccenda

Grazie a A Place For My Head per lo spunto!

Ecco le mie risposte!!

1) Ascolti spesso musica?

Si! Mi piace. Mi (s)carica, mi rilassa, mi fa pensare, mi commuove, mi fa sorridere… MI FA STAR BENE!


2) Dove ascolti di solito e con che cosa?

Sempre in auto nei tragitti. Ho ultimamente abbandonato la radio e mi dedico alle mie playlist su Spotify. Infine, tutte le volte che posso preferibilmente dal vivo!

3) Acquisti molta musica? Acquisti anche online?

No. Con l’utilizzo di Spotify in versione Premium ha risolto. Prima acquistavo ma è sempre stato un ‘genere di lusso’. Prima dell’avvento delle nuove tecnologie, l’acquisto era mirato solo a quello per cui ne valeva davvero la pena.

4) Quali sono i criteri di scelta dei tuoi cd o lp?

Adoro ascoltare i classici e scoprirne di nuovi. Prendo spunto da tutto. Se sento una cosa che mi piace, mi documento e poi approfondisco l’ascolto. Ho anche tanti amici musicisti che inorridiscono dicendomi: ma COME, NON LI conosci ?? Allora pongo rimedio…così ho scoperto ad esempio i Thin Lizzy e non solo…

5) Quale è il tuo genere preferito se ne hai uno? 

Rock! 


6) La tua rock band preferita?

Durissima questa risposta… ne potrei citare tante e preferisco soprassedere.


7) La tua pop star preferita?

Anche qui molto difficile. Ci sono delle Icone imprescindibili: David Bowie, Freddie Mercury, Aretha Franklin, Roger Waters, Robert Plant… e chi più ne ha più ne metta!

8) Chi è secondo te il cantante o la cantante più bravo?

Inimitabili: Freddie Mercury e Aretha Franklin.

9) Una canzone che ti ha fatto piangere o commosso?

Wish you where here (Pink Floyd)

Better man (Eddie Vedder)

Pale Blue Eyes (Lou Reed)

Deve Prudence (The Beatles)

Etc etc etc

10) Una canzone che ascolteresti all’infinito

Astral Weeks di Van Morrison


11) Qual è secondo te l’album perfetto (sempre che secondo te ne esista uno)?

The Dark Side of The Moon (Pink Floyd) 

12) Ascolti musica classica?

Talvolta. Adoro i Carmina Burana di Orff

13) Sei un musicista? Se no, cosa ti sarebbe piaciuto suonare?

Ahimé no. Ho una insana passione per le percussioni… quindi Batteria!

14) Se sì, cosa suoni? 

non suono….

15) Se potessi vivere la vita di una pop star per un giorno, chi sceglieresti?

Bruce Springsteen? Keith Richards? Madonna? 

16) Potresti resistere per un mese senza ascoltare musica?

No.

17) Una canzone che non sopporti neanche minimamente.

Molte! Soprattutto quelle latineggianti e il neo melodico italiano delle ultime generazioni…

18) Una band o un artista che non sopporti minimamente.

Biagio Antonacci… non ce la fo….

19) Se potessi resuscitare un famoso artista deceduto, quale sceglieresti?

Molti, ma direi Freddie Mercury  

20) Meglio anni ’70 ’80 o ’90?
’70 tutta la vita

21) Cosa ne pensi degli artisti contemporanei?

Dipende dagli artisti


22) C’è qualche Band o artista che meriterebbe più attenzione?

Tedeschi Trucks Band


23) Cosa ne pensi dei talent Show musicali?

Prima li seguivo di più… comunque solo XFactor ha fatto vedere cose interessanti.

24) La canzone con il miglior testo secondo te?

Vorrei (Guccini) e Love of My Life (Queen)


25) Il tuo cd preferito?

Sarebbero troppi per elencarli tutti!


26) Ascolti spesso musica dal vivo?

Si! Ogni volta che posso

27) Qual è l’ultimo concerto importante a cui sei andato?

L’ultimo…. luglio 2017- Roma, U2 The Joshua Tree. Il prossimo? Sabato:  The Rolling Stones a Lucca!

28) Se potessi scegliere un artista o una band da vedere dal vivo chi sceglieresti?

Vorrei vedere gli ACDC… mi mancano 😬

29) Se potessi descrivere la tua persona con un brano musicale quale sceglieresti?

I stil haven’t found What I’m looking for 

30) Credi che internet abbia cambiato molto la struttura discografica mondiale?

Si. Ma credo forse in meglio anche se i miei amici collezionisti di vinili staranno inorridendo!
Ecco qua! Spero di vedere altri amici che lo faranno. Taggatemi che son curiosa!

Arianta

In ordine sparso…

Mi sto intristendo… e non va bene! 

Quindi, dopo tanti silenzi, elenco qui e adesso tutte le cose nuove, divertenti, impegnative e le cazzate che ho fatto negli ultimi 2 mesi.

Madre, so che leggi attentamente quindi, ti consiglio di interrompere qui la lettura altrimenti avrai di che brontolare o lamentarti per la figlia che ti è toccato in sorte.

Cominciamo in ordine sparso:

Serata in un locale Gay 
La fida M. una sera di fine agosto mi dice: andiamo a prendere l’amaro da C.? Ed io, ovviamente, rispondo come sempre: gnamo!  Per la prima volta entro in questo locale che per anni ho sempre visto passando per strada e che ho sempre scansato perché pieno di gay non ritenendolo adatto agli etero e soprattutto a me. Entro e vedo…sul bancone una statua a forma di fallo gigantesca tutta ricoperta di mosaico sbrilluccicante (insomma una fava stroboscopica), luci soffuse, un palo da lap dance, uomini che fumano nel locale e penso: ah, però…. conosco C., beviamo il nostro amaro, dialoghiamo amabilmente come due comari con i nostri nuovi amici gay, fumiamo una sigaretta e ascoltiamo la loro playlist di Spotify denominata frociarola 2.0. Morale: mai fermarsi alle apparenze e tornarci assolutamente


Shopping con amici Gay
C., conosciuto due sere prima ci accompagna col suo fidanzato a fare shopping. Lui è amante della Moda, ama vestirsi da donna e penso abbia più scarpe coi tacchi di qualsiasi amica che conosco. È Enzo Miccio e Carla Gozzi in una persona sola. Una puntata di “Ma come ti vesti?” da Primark. Un gusto assoluto per i vestiti e una ironia contagiosa. Tra una prova in camerino e una scelta, dispensa consigli amorosi. Assolutamente da rifare!

Serata Valigia Rossa

Se non l’avete mai fatta, oh voi Donne, ve la consiglio! Una serata tra amiche per una maggiore complicità e consapevolezza del nostro benessere soprattutto in campo sessuale. Cibo, vino, risate e aggiornamento!

Concertini sparsi

Bellissimo uscire le sere d’estate e vedere amici (e non) che suonano. Cercare il fresco e il ristoro dopo una giornata appiccicosa, ascoltare, ballonzolare, cantare e andare a letto con un bel bagaglio di adrenalina rock.

Piscina con il Club delle Prime Mogli

Per caso, decidiamo di andare in piscina e ci mescoliamo (adoro mettere insieme amico da varie estrazioni) noi 4 donne tutte separate. Nasce immediatamente il gruppo Whapp Il club delle prime mogli e anche una bella sintonia. Oh non si sono chetate un attimo!

Leggere libri a tema musicale

Fare il passaporto senza un perché e senza una meta

Maratona serie TV Suits… una droga!

Assistere al Florence Fringe Jazz Festival

Sognare cose impossibili e soprattutto ricordarsele tutte al risveglio

Gavettoni per Ferragosto con sconosciuti dopo una mangiata pazzesca

Andare al cinema e commuoversi come sempre

Dare Ripetizioni ad una dolcissima adolescente per rimediare all’ultimo tuffo matematica a Settembre. Ricevere messaggi dalla madre e vedere lei tranquilla. Faticoso ma appagante.

Conoscere gente nuova e sempre più strana e intrigante

Partecipare a qualche lutto anche molto brutto e inatteso. Fa riflettere. E tanto!

Tralascio la routine incasinata e senza regole ovvero aperitivi, cene improvvisate, messaggi improbabili con vecchi amici, ospitate al mare e le varie coccole che gli Amici mi riservano, qualche lacrima, molte incazzature a lavoro. 

Si… sono un po’ tristanzuola a volte… e quando succede è bene che mi sforzi di mettere in fila le cose e riprenda la giusta prospettiva. Perchè QUESTA, anche se non è né la vita perfetta né quella che avevo scelto né probabilmente quella che voglio, é, al momento, sicuramente la più giusta.

Arianta