18 Luglio 2006 – 13 Giugno 2017

E con te se ne va un altro pezzettino ci cuore…

Stasera piango te. Alle 7.00 stamani mi è arrivato un laconico messaggio, spero tu non abbia sofferto e che tu sia stato amato da tutti quando io non c’ero più.

Ti ho dovuto lasciare 4 anni fa. Ti ho sempre pensato. Sei stato la mia compagnia nei momenti più tristi e nella mia profonda solitudine. Un bordino caldo per la mia anima.

Sei stato un cane agitato, simpatico, testardo, pasticcione, disobbediente, scalatore e nuotatore, mangiatutto, birichino, abbaione, amante delle coccole, grande scavatore di buche.


Ricordo ancora quando cercavi di seppellire il tuo osso finto sul parquet in casa; le buche non venivano? Allora spostavi col muso le tende in silenzio e con circospezione per nascondercelo. Nessuno doveva vederti! Eri così buffo!!! 

Quando saltavi e staccavi le nespole dall’albero… quanto ti piacevano… 

Quando ti chiudevamo fuori e abbaiavi incessantemente perché volevi entrare in casa, facendo incazzare tutto il vicinato.

Quando camminavi sulle Dolomiti col tuo fazzoletto rosso al collo. Andavi avanti ma… finché non arrivavo, non ripartivi. Mi aspettavi…sempre!!

Quando non volevi montare in macchina perché ti dava noia, la tua paura del vuoto, la tua prima volta sulle scale mobili e al ristorante nella nostra mini vacanza in Umbria.

Quando sei scappato e hai fatto una notte fuori casa. 

Quando S. ha deciso di castrarti.  E ti fotografavo dicendo che eri un cane spallato.

Quando ti ho beccato a masturbarti con una coperta credendo che ti fossi ferito.. che imbarazzo quella telefonata al veterinario.

Quando beccavi i forasacchi e si doveva fare le corse per levarteli.

Quando tornavi profumato dalla toilette dopo aver fatto fare il bagno a quella povera ragazza che ti doveva lavare e asciugare.

Quando riportavi la Palla e i legni.

Quando mi stavi accanto sul divano a vedere la TV col caminetto acceso.

Quando appoggiavi il tuo testone sui miei piedi incurante dell’afa. 

Quando godevi facendo il bagno nelle vasche all’orto e dormivi sotto lo split dell’aria condizionata. 

Ieri sera tornavo a casa, ascoltavo la musica e mi sono ritrovata a piangere senza motivo; era la stessa ora in cui tu te ne andavi. Anche se una coincidenza, credo sia una bella coincidenza. 

Sarai sempre con me Pedrone e scusami se ti ho abbandonato. Spero tu non ti sia accorto della mia mancanza.

Arianta

Concertoni 2017 #2

Imola, 10 giugno

Ore 13:30 appuntamento in piazza…alle 13:45 c’eravamo già persi: 3 da una parte e 4 dall’altra a 20 metri di distanza. Via whapp si rimedia e penso: e si comincia di nulla!!!

Si parte per l’avventura: gruppo eterogeneo e messo assieme per l’occasione:  2 coppie, 2 single e 1 separata che noleggiano un furgone a 9 posti detto LA FURGONETA. L’ha procurato M. da un cliente mi fa un prezzaccio recita il primo messaggio. Segue reportage fotografico alla consegna: oh c’ha tutto… gli mancano solo le ali… perché a noi turbo ‘un ci bastava… ci s’ha i’bbiturbo!

Il mio compito è preparare la chiavetta usb con la selezione musicale per il viaggio. Pronti, via….si va!!

Un caldo bestia ma a noi che ci frega… LA FURGONETA è nuova di pacca, puzza di nuovo e c’ha un’aria condizionata performante. Al primo Km stiamo già ridendo come matti.  Che strada si fa? Si troverà casino? Che ci frega… noi si fa il FUTAPASS e in culo alla coda in autostrada! 

Al secondo Km, sento un odore familiare…mi giro e P. sta accendendo quella che lui chiama la sua medicina…. “che vuoi Dio c**e, col lavoro che fo Dio c**e, son finito Dio c**e e son pieno di “doli” e poi.. Dio c**e con tutti sto controlli se non le posso portare dentro vorrà dire che piglierò le medicine prima!!”

Battute, musica sparata, curve e P., notoriamente senza cellulare, che porta in tasca un pizzino col numero di cellulare della moglie E. “… che vuoi, se mi perdo piglio uno e gli dico: che mi chiami sto numero per piacere? E la mi mogliettina la mi viene a riprendere!!” Scusa P. ma non è più semplice comprare un cellulare? Sieeeee, vaiavaiavaia!!!

Dopo quasi due ore di viaggio, pausa caffè e pisciatina. Ci si ferma in un baretto lungo strada dove una orgogliosa barista ci fa: Altro che Guns a Imola!! Io oggi ho avuto Pupo qui a mangiare da me! E ci mostra soddisfatta il selfie con Pupone Ghinazzi che sorride a 36 denti prima di andare al “suo” concerto in riviera romagnola.

Arrivati all’autodromo, ci prepariamo (30 minuti per mangiare, impomatarsi con la crema solare, cambiarsi le scarpe e prendere gli zaini) con E. che a un certo punto sbotta ridendo “ohi ohi P. ma a ottant’anni come si fa a arrivarci? Io ti metto prima in ospizio! ” E lui: “si amore ma a Erice perché mi garba parecchio laggiù! “

E noi donne aggiungiamo: si E. ma secondo noi ti fanno anche lo sconto con questo crostino! 

Affrontiamo i controlli serrati con P. che tra una risata è un moccolo ripete alla consorte (E.stammi vicino!!).

Una volta entrati, ci stendiamo sul prato in attesa di quello che è stato un concerto strepitoso oltre ogni mia aspettativa.

Bello il clima, il sole, la gente, i miei amici e compagni di merende cosi scanzonati e ridanciani, il viaggio di andata, l’emozione dell’attesa, i gruppi di supporto. 

Sete, tanta sete e tanta coda per una birra. Passa un ragazzo di colore che porta delle lattine tra il pubblico. Lo soprannominiamo “anemia” e compriamo da lui e tutte le volte che ci riprende sete lo cerchiamo tra il casino perché a noi “anemia” sta simpatico.  Telefonate, messaggi, foto e selfie celebrativi. Si mangia per ingannare il tempo e si schiaccia anche un pisolino.

Infine Loro, un’esplosione di energia e di musica potente. Axl che ha un attimino abusato di botulino ma una Band con uno Slash imperatore della chitarra. Cala la notte e ci godiamo le quasi 3 ore di un concerto di quelli che “meritava vedere”

L’avventura non è finita, LA FURGONETA ci aspetta. Prima di mangia un boccone e vediamo il casino per tornare all’autostrada… ma a noi che ci frega… si rifà il FUTAPASS  perché noi siamo fottittimi e fubbissimi…. nonostante la vocina del nostro povero navigatore che ogni 30 secondi diceva rassegnata “ricalcolo percorso…”. Il ritorno è stato meno chiassoso, un po’ stanchi ma comunque pieno di serenità, battute, risate e odore di medicina.

Mi rimane alle spalle un giorno memorabile, mi sveglio con una certezza: 

Sarà che sono vecchia e nostalgica. Saranno i dolori che ho addosso e il mal di testa furibondo. Sarà ancora l’eco delle risate mentre in furgoneta si percorreva il Futapass… ma io ripartirei anche subito!!! 

Rock On

A.


Lo spariglio

“A. Ti posso fare una domanda?”

“Spara!”

“Ma tu perché credi che invecchierai da sola?”

Un nanosecondo e le lacrime cominciano a scendere. Senza volere, inarrestabili.

Rispondo col cuore, rispondo di sì al mio interlocutore attonito, che non crede di aver chiesto chissà che cosa.

E invece… domanda sbagliata che tira fuori  la paura. Una delle tante e cioè quella di invecchiare e non avere nessuno con cui condividere i miei malanni e i miei acciacchi. Quella che ti fa pensare a una quotidianità persa che, seppur noiosa, ti dava certezza. Quella che ti fa tornare a casa dal tuo compagno che ti ascolta mentre racconti la tua incazzatura lavorativa quotidiana. Quella che ti stressa perché bisogna fare il piano ferie o perché c’è da stirare le camicie col caldo.

Ma anche quella che ti fa programmare le cose con entusiasmo, che ti rende facile uscire perché sai con chi vuoi stare, che ti dá stabilità e che ti “sembra” più leggera. Quella che hai già scelto e quindi non c’è da uscire dal seminato; non c’è molto da pensare, c’è solo da viverla. 

E invece, allo spariglio delle carte, si ricomincia…

Dopo il primo periodo adesso posso dire che il cambiamento e le novità che mi sono capitate, sono state una vera manna dal cielo; il risveglio da un sonno profondo e probabilmente da una vita destinata ad una infelicitá latente… 

… ma il tempo passa e quotidianamente, si vive la contraddizione tra il tic-tac dell’orologio biologico e la nuova vita tutta da costruire, per ora, da sola. E a me,nonostante tutto e tutti, fa paura cazzo!

A.

Onirica

Si, lo so… con quello che sto per scrivere mi sto giocando tutto ma…. la mia attività onirica è completamente fuori controllo.

L’altra mattina mi sono svegliata e velocemente mi sono appuntata il sogno così come segue (potete saltarlo perché tanto non ci capirete nulla!!!):

Cena casa boni, torno a casa Boni: vino, allegrie, chiacchiere e ciane, torno a casa non stanca e chiamò le amiche di sempre per i Una birretta assieme, vengono e si accende la TV e si vede le partiteAccendiamo TV e arriva là fiorentina e parlano di una grossa fatalità . Passano le immagine e in uni scontri di resta un mio collega il rocchi in un colpo di testa viene decapitato. Si comincia a bere e via via arrivano messaggio per avvertirmi delle,a cosa. Alcool sommo svitatoMi sveglio e con cane affamato penso sia tutto in incubi e presa dalle paure mando sms al rocchi ” ti sembrerà strano MA tutto a posto” arriva dopo tanto tempo un timido si… Intanto si fa ora di pranzo e i miei chiamano a magnare e mi rimostrano le immagini della decapitazione….allora non era un sognoVado da Lorenzo a dirglielo visto il rapporto che ha con rocchi e cerco di capire da colleghi quand funerali esposto.Fune li Ermes una bara con genere vestita in maschera che porta la bara è un paio di negroni cantino con groove. Mi guardo intorno. Tutti pisngonomo. Vedo lui lontano.e penso”abbracciami che ne ho bisogno”Esco Fouri e mi appare il rocchi ice Che mi indica la via da defy ire: diveertursu, trivalent up omucciio I ogle disco Che non glib redo e Luismi dice vai in Questore pesto qui il,Giorno x trovi uomo tua vita ad Ina frsta y Sara Romano e vivino a una Mela . Io dico non to credo e Lisi dice scommettiche ti spavento? Va Nell incrocio e fa scopppiare in incidents improbable e casino so ma senna Feroci

Ho ricostruito il tutto e posso affermare che la mia tastiera o la mia testa hanno cominciato a sragionare. Ecco l’interpretazione autentica:

Cena dai B., vino risate e allegria. Finita la serata, torno a casa;  ho poco sonno e chiamo le amiche di sempre che si precipitano da me a bere una birra. Accendiamo la TV e, parlando di fatti di cronaca, mi raccontano di un tragico incidente avvenuto durante una partita di calcio. In quel momento, passano le immagini e vedo un mio collega (R.) che gioca nel ruolo di difensore. Stacco di testa, contrasto e… R. causa lo scontro aereo degno dell saga di Holly e Benjy, viene decapitato!! Mentre la testa sta ancora rotolando sul campo in Maria Antonietta style, cominciano ad arrivarmi milioni di messaggi sul cellulare per avvertirmi dell’accaduto. La mia affamatissima Labrador Lucy mi sveglia a testate (vuole mangiare la signorina!), mi scoppia la testa   come dopo una supersbronza e mi dico.. ma che cazzo di sogni fai!!  Non contenta, mi riaddormento e continuo da dove ero rimasta: vado da L., un giovane adolescente allenato da R., a dargli la triste notizia mentre cerco di capire dai colleghi le coordinate sulle esequie e, in un baleno, mi ritrovo a un funerale surreale. Tutti piangono mentre gente vestita in maschera porta la bara all’altare e due negroni cantano Spitiruals come se si fosse tutti a raccogliere cotone in un campo sotto il sole. Mi guardò attorno, scorgo Lui in lontananza e penso… “abbracciami che ne ho bisogno..” Cambia la scena, sono fuori dalla chiesa e trovo R. (che vedo solo io) e mi dice: vedrai che anche tu a breve troverai quel che cerchi, l’uomo della tua vita…. Rispondo “non ci credo nemmeno…”

R. comuncia a ridere e mi dice: scommetti che ti spavento?  Si getta in mezzo all’incrocio e provoca un incidente improbabile ma fortunatamente senza feriti.

Fine del sogno.  Sintesi, domande e conclusioni:

  • pago troppo il mio psichiatra per avere questi risultati!!!
  • Cosa avevo mangiato ieri sera??
  • Intanto mando un messaggio a R. Che recita: “tutto bene? Sai… ti sembrerà strano ma ho fatto un sogno brutto su di te…”
  • Ma poi….che cazzo significa quello che ho sognato???

A. 

Cambia, todo Cambia

Tante sono le cose che avrei da scrivere… dentro c’è una matassa da sciogliere e piano piano mi metterò in pari sciogliendola…

Sono reduce da 4 giorni di vacanza con le amiche, Lisbona. Una cittá bella, strana, vera, un crocevia di saliscendi (più sali che scendi!), permeata di nostalgia. La pioggia non ha aiutato ma… vacanza è vacanza. 


Molte le riflessioni tra un “prima” è un “dopo” ancora così difficile da assimilare che viene fuori nei momenti più impensabili: un viaggio scarrettato sul famigerato 28, all’ombra del Cristo Rei, guardando un panorama piovoso, sbuffando per le salite con i piedi gonfi e doloranti, mangiando un pasteis de nada… Tanti confronti in questo momento di transizione forte; la crisalide che spera di diventare farfalla. 


Il momento in cui mi sono accorta del vero cambiamento? Quando non sono riuscita ad accendere una candela in chiesa. Lo facevo sempre in ogni viaggio: accendevo il lumino e pregavo per i miei cari, per gli amici, per la mia famiglia, per i tanto desiderati figli tenendoti per mano. Sará l’aria di Lisbona? La mia ritrosia al cambiamento? Il  fado si impossessa di me all’improvviso, inaspettato e mi lascia quel famoso ovosodo sullo stomaco che ancora e soprattutto oggi già a casa, non va né su né giù. Son cambiata, perché in fondo….

Cambia lo superficial

cambia también lo profundo

cambia el modo de pensar

cambia todo en este mundo…..

….Cambia el rumbo el caminante

aunque esto le cause daño

y así como todo cambia

que yo cambie no extraño….

Cambia todo cambia…

Male non fare, paura non avere

Siamo analitici. 

3.557 giorni di matrimonio +1.994 giorni di fidanzamento > un totale di 5.551 giorni spesi assieme a Te (o meglio a quel Te che   credevo fossi); sperando, progettando, sognando, costruendo, piangendo, ridendo, litigando, viaggiando, soffrendo, galleggiando, sopportando i limiti dell’altro in quella che io credevo fosse la nostra vita ovvero una noiosissima normale famiglia . Di quelle che fanno la spesa il sabato per la settimana, invitano gli amici a casa, si addormentano davanti alla TV sul divano, tentano di tenere le suocere lontane da casa… insomma quelle merdosissime coppie che si supportano e al bisogno si sopportano. 

La sopportazione è diventata insostenibilità e il supporto si è trasformato in indifferenza o qualcosa di simile.

Dopodiché passano 1.295 giorni che sono bastati a cancellare ogni mio bel ricordo, non parlarsi, non vedersi, ricevere telefonate e scritti orribili, una o più belle paia di corna.

Tanti cambiamenti per me, tante domande, tante illusioni, tanta rabbia e dispiacere. Nuove esperienze, nuovi amici, nuove farfalle nello stomaco (pochine eh..), nuova casa, nuovo cane, nuova macchina, affetti ritrovati.

Il nostro vissuto insieme ( 5.551 +1.295 giorni ) si esaurisce in un incontro di 30 minuti davanti all’ufficiale di stato civile, per firmare una separazione “consensuale” alla presenza, comunque, dei nostri avvocati. Fra un mese bissiamo (… signori è la legge.. questo potrebbe servire a un ripensamento…)  e poi siamo veramente e ufficialmente Ex.

E mi domando… dove sta la proporzione? Dove sei stato in questi 1295 giorni? Sei felice? In tutto questo tempo, non hai pensato niente altro da dirmi se non quel banalissimo “come stai?” pronunciato  sottovoce e fuori tempo massimo?

Di una cosa sono felice davvero: oggi, girandomi indietro, ho capito che TUTTE le scelte che ho fatto (anche contro i miei stessi interessi) soprattutto nel 1295 giorni  successivi alla nostra rottura, sono state  giuste anche se mi sono costate Dio solo sa quanto. Non ho rimpianti….

Tu puoi dire lo stesso? 

A.