Donna con la Dmaiuscola

Non tutto può essere leggero e facile e – di sicuro – per me non lo sono i distacchi.

Ho già provato i cambiamenti radicali sulla mia pelle e sulle prime, mi danno sempre un’angoscia totale. Ti senti spersa, senza riferimenti: luoghi, conoscenti e amici. Questa sensazione dovrebbe essere adeguata a farci ricordare che niente e nessuno è scontato. Oggi c’è…domani, chissà… per cui dobbiamo goderne sempre appieno. Purtroppo questo non è mai il sentimento prevalente; quello che conta è la mancanza, il senso di solitudine e quella domanda… e adesso? Il tempo mi ha insegnato che il detto: chiusa una porta s’apre un portone in fondo, è vero; sulle prime però, digerirla, è comunque dura.

Una mia collega ha cambiato il posto di lavoro dopo essere stata “rottamata” perché malata. Già qui potremmo aprire una bella discussione, ma non possiamo cambiare gli eventi e subiamo questa scelta del datore di lavoro.

Ho conosciuto questa Donna con la Dmaiuscola quando anche io ho cambiato sede di lavoro, trovandomi di punto in bianco in un ambiente un po’ ostile.

Lei era lì, che mi scrutava come tutti.

Piano piano ci siamo annusate e avvicinate, ho conosciuto la sua storia e la sua malattia. Ho condiviso pomeriggi di chiacchere e cenato con la sua famiglia. Ho imparato ad amare il suo cervello ed il suo gran coraggio. Mi sono confrontata su mille argomenti, mi sono preoccupata per la sua salute e riso assieme a lei per tante cazzate.

Ho condiviso il quotidiano e mi sono lasciata sempre rimproverare per il mio modo di vestire per lei assolutamente inadeguato (i tacchi!!!). Ho vissuto l’iter della sua rottamazione e ho sentito forte come non mai il dispiacere: il suo, nel dover andare, e il mio, nel non poter far niente per trattenerla.

Il lavoro non è tutto ma ci passiamo tanto tempo e trovare delle perle è così raro…

All’avvicinarsi della sua partenza, mi sono distaccata; non è stata una cosa conscia ma l’ho fatto per proteggermi e prepararmi allo strappo. Quando l’ho realizzato, le ho subito chiesto scusa e lei ha risposto: lo so, sei fatta così, non pretendo che tu cambi…

Ha cominciato il nuovo lavoro, l’ho sentita e ho cercato di rassicurarla nel suo essere spaesata. Sono certa che supererà anche questa! La sua storia, a ragione, fa pensare che piova sempre sul bagnato; sono convinta però che le croci vengano date a chi le può portare e lei, ha le spalle tanto larghe e ha già dimostrato l’impossibile.

È fonte di grande esempio per me; è molto selettiva e il fatto che mi abbia un po’ “scelta” mi rende orgogliosa.

Stasera i colleghi le hanno organizzato una cena; sarei dovuta andare ma… sapeva troppo di addio e non avrei resistito senza piangere. L’ho chiamata e, come sempre, lei ha compreso. Ci siamo dette che non ci vogliamo perdere perché siamo preziose l’una per l’altra; sorrido e gioisco quando mi chiama Amica Mia.

E mi sento onorata, felice, preoccupata, vigliacca e in colpa perché non riesco a esserci come dovrei….

A.

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Pensieri e imprecazioni

Esci tutta pimpante per andare a lavoro e poi… a un certo punto…. senti una fitta nel costato.

Cazzarola… e ora? Poi ti ascolti meglio, indaghi con la mano e senti LUI…. quel merdosissimo ferretto del reggiseno, che ti pungola.

Così, dal niente, LUI, decide di rompersi alle 9 di mattina e tu sai che dovrai rimanere a lavoro per almeno altre 10 ore.

Provo a sfrucugliare senza dare troppo nell’occhio ai colleghi, ma la situazione è irreparabile e fatalmente compromessa.

Impensabile toglierlo… impensabile ripararlo. Rimane solo il soffrire in silenzio.

E penso… che vita difficile hanno le tette.

Si perché – Signori miei- le tette, dalla loro nascita, ingaggiano una lotta senza quartiere contro la forza di gravità, prudono, sudano, gonfiano e fanno male, dondolano al minimo movimento, cibano esseri umani, si ammalano e vivono costrette per tutta la loro vita in reggiseno più o meno comodi. Sono sempre sotto lo sguardo di tutti e non vedono l’ora di rientrare a casa, mettersi in libertà e ciondolare come gli pare senza troppe remore.

Infine, non sia mai che una donna abbia una taglia maggiore della terza, lavori in un ambiente prettamente maschile e tiri un filo di vento ghiaccio…. il capezzolo inopportuno è sempre in agguato e, statene certi, gli occhi di qualcuno cadranno sempre lì. Se siete fortunate oh voi Donne…sarà solo uno sguardo, se siete circondate da un branco di mostri- maniaci, vi ritroverete, in un attimo, inondate da battute da caserma.

LUI pungola e mi riporta alla triste realtà, interrompo l’apologia delle tette e tento di concentrarmi su altro mentre ‘rammento benevolmente’ tutti i santi e beati del paradiso che conosco….

Le certezze in questi casi si sa, aiutano; ed io sono CERTA che sarà una lunghissima e fastidiosissima giornata!

A.

Tunnel

Mi fermo un attimo e realizzo che sto facendo zapping tra le serie tv (il che significa che ne diventerò ben presto schiava!) e penso: Arianta, bene ma non benissimo…

Il cervello non si ferma, cerco di legarlo ma scappa sempre come un cane in odore di cagne in calore. Inutile anche indossare un pigiama orribile in pile, raggomitolarsi sul letto, coprirsi e aspettare la calma, leggere, ascoltare musica… lui va. Eccome se va.

Vaga, ondeggia, saltella, sussulta tra lavoro – Criminal Minds – casa – Broadchurch – amici – Luther– vita sentimentale – Grey’s Anathomy – dolori fisici e psichici – Twin Peaks – voglia di sentire qualcuno che non senti da troppo tempo…

Un pomeriggio che non lavoro? Il caos finto calmo. La mia mente è inarrestabile…

Ok, cerco di mettere ordine mattoncino per mattoncino come il metodo scientifico impone. Miiii… che fatica! Ma quanti cazzo sono ‘sti mattoncini? Domani eh?!

Si, lo so, dovrei imparare a star meglio con me stessa…anche se è dura stare assieme a una persona che ti sta sul culo ma…miiii che pesantezza, andremo d’accordo domani…

Potrei agire, muovermi, scuotermi, fare, brigare, rimettere a posto i vestiti (questi no!)… ma… miii possibile che non possa riposarmi un po’?… voglio diventare campionessa mondiale di sbraco a letto!

Vabbè scriviamo va, che in fondo fa bene.

Il calduccio delle coperte, la posizione fetale, il pile morbidoso e peloso fanno effetto…Sbadiglio, i pensieri vanno, inutile pensare di frenarli, spengo la luce sul comodino e….

Ah guarda! Cavolo una nuova serie su Netflix! Vediamola un po’…

ad libitum

The Storm is Passing Over

Ci siamo… domani ricomincia il tour!

Questo pensiero, mi accompagnerà nell’addormentarmi e mi sveglierà domattina in transagonistica. Già so che riceverò un milione di messaggi whapp dalle sis e dai bro per fissare (quale autobus? a che ora?, cosa ti metti?), consumerò una batteria intera del cellulare e riascolterò in maniera compulsiva le parti su cui non sono sicura.

Si, perché il coro è un gioco di squadra…ma ci tieni sempre a fare il tuo dovere; si è responsabili, anche di quelli che abbiamo accanto. E mi sembra una bella storia da vivere in questo periodo, fatto di personalismi a tutti i costi e dove lo ‘schivamento delle responsabilità’ sta per entrare – a buon diritto – nelle discipline olimpiche.

Godo appieno dei miei compagni, godo nell’ascoltare l’armonia e, dopo dieci anni insieme, godo nel distinguere le voci di ognuno.

Amo la loro compagnia, amo l’empatia, amo le cene assieme, amo riaccompagnarsi a casa e confidarsi in auto, amo condividere con loro emozioni, storie e passioni.

Amo ridere con loro, amo essere me stessa con loro, amo mettermi al loro servizio per la logistica e rendermi utile.

Non mi pesa… mai! E questo significa che va bene così e così deve continuare.

Saranno 20 giorni di fuoco, di corse, di cambi di scarpe, di trucchi e parrucchi, di vestiti neri e collane di perle finte, di tetris per far quadrare lavoro-casa-famiglia-figli, di grasse risate, di piazze gelide e vin brûlé.

Cantiamo messaggi di pace, amore, fede, ringraziamento, benedizione, richiesta di sostegno, certezza dell’aiuto dall’alto, liberazione, gioia e questo un po’ stride talvolta col mio stato d’animo. Ma mi fa sempre bene pensare e cercare di vivere secondo questi messaggi…

E come dice una delle mie preferite:

Have courage my soul, and let us journey on, thou the night is dark and I’m far from Home, thanks be to God, the morning light appears… the Storm is Passing Over, Hallelujah!

Amen!

Arianta

La Sagra delle occasioni perse

Avete presente quando….

qualcuno ti invita a fare qualcosa di ganzo ma tu, per pigrizia, non accetti?

ti propongono di fare cose che escono dalla tua zona di comfort e tu, per paura, non accetti?

incontri sulla tua strada persone interessanti che, per mille motivi, riesci solo a sfiorare…invece di approfondire la conoscenza?

c’è un film in programmazione, rimandi… rimandi… rimandi…e poi, quando ti decidi, non lo danno più nemmeno nelle sale parrocchiali?

hai un sogno nel cassetto ma lo tieni ben chiuso perché… tanto è impossibile?

hai bisogno di riposare con tutte le tue forze ma la tua mente, carica a molla, non ti lascia tempo per te stessa e ti stressa?

sai che hai mille libri da poter leggere ma.. cavolo! c’è sempre qualcosa che ti tiene impegnata e non lo fai come vorresti?

senti il bisogno di comprare 3 paia di scarpe e.. vabbè aspettiamo i saldi e poi ti ritrovi a saldi finiti e senza acquisti?

hai voglia di fare qualcosa ma non trovi nessuno che ti accompagni e ti dici… da sola… che tristezza! e non lo fai più?

pensi a tante persone durante il giorno e ti riprometti di chiamarle e poi immancabilmente non lo fai?

di punto in bianco vieni a sapere che persone più o meno care non ci sono più, non avrai mai più la possibilità di incontrarle e pensi… certo però avrei potuto…

E via così all’infinito…e il bello è… che non si impara e non si cambia MAI!

Benvenuti alla SAGRA DELLE OCCASIONI PERSE signore e signori! Io ne colleziono un bel po’…

Prima di salutarvi vorrei tanto lasciarvi un messaggio positivo. Ma non ne ho. Vanno bene lo stesso due messaggi negativi? (W. Allen)

A.

Questa la mi garba proprio tanto!

“L’hai amata, vero?”

Lui sospirò

“Come posso risponderti? Lei era matta”

Sì passò la mano tra i capelli

“Dio se era tutta matta.ogni giorno era una donna diversa

Una volta intraprendente, l’altra impacciata.

Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.

Dolce e arrogante.

Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso

Inconfondible

Era quella la mia unica certezza.

Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso

Quando sorrideva io non capivo più nulla

Non sapevo più parlare ne pensare

Niente, zero

C’era all’improvviso solo lei

Era matta, tutta matta

A volte piangeva

Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio

Lei no

Lei si innervosiva

Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni

Era matta tutta matta

Ma l’ ho amata da impazzire.

Charles Bukowski

C’è gente…

C’è gente…

Che ti fa ridere, che ti aggiusta con un abbraccio, che ti fa commuovere, che ti fa incazzare, che Sa far bene all’amore, che ama la musica, che sogna nonostante tutto, che ha fede in Dio, che si arrabbia per le cazzate, che perdona, che rimane impassibile di fronte alle avversità, che ha le mani piene di scoppiature per il troppo lavoro.

C’è gente…

che non (ti) parla, che ti evita, che ti sorride sorniona, che strizza l’occhio, che sparla alle spalle, che dice no a prescindere, che non si fida, che ti fa bere troppo, che ti fa ballare, che ti intenerisce, che ama troppo e che ama troppo poco, vecchia dentro, rassegnata, triste, sterile, senza pietà, irrispettosa, maleducata.

C’è gente…

artista, egoista, arrivista, attivista, fancazzista, anche un po’ nazista, narcisista, tossica, odiosa, altezzosa, furba ma non intelligente, intellettualmente disonesta, malata, limitata, fragile e indifesa, fedifraga…

C’è gente…

fedele, felice, affidabile, fiduciosa, sincera, serena, pacata, impegnata e impegnativa, attenta, premurosa, allegra, amica, estrosa, geniale, confidente, saggia, bella, solare….

C’è gente…

…Tanta gente che mi circonda.

Per ogni parola, subito un volto mi è apparso. Stasera vi penso tutti. Nel Bene o nel male.

A.