Questa la mi garba proprio tanto!

“L’hai amata, vero?”

Lui sospirò

“Come posso risponderti? Lei era matta”

Sì passò la mano tra i capelli

“Dio se era tutta matta.ogni giorno era una donna diversa

Una volta intraprendente, l’altra impacciata.

Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.

Dolce e arrogante.

Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso

Inconfondible

Era quella la mia unica certezza.

Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso

Quando sorrideva io non capivo più nulla

Non sapevo più parlare ne pensare

Niente, zero

C’era all’improvviso solo lei

Era matta, tutta matta

A volte piangeva

Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio

Lei no

Lei si innervosiva

Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni

Era matta tutta matta

Ma l’ ho amata da impazzire.

Charles Bukowski

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C’è gente…

C’è gente…

Che ti fa ridere, che ti aggiusta con un abbraccio, che ti fa commuovere, che ti fa incazzare, che Sa far bene all’amore, che ama la musica, che sogna nonostante tutto, che ha fede in Dio, che si arrabbia per le cazzate, che perdona, che rimane impassibile di fronte alle avversità, che ha le mani piene di scoppiature per il troppo lavoro.

C’è gente…

che non (ti) parla, che ti evita, che ti sorride sorniona, che strizza l’occhio, che sparla alle spalle, che dice no a prescindere, che non si fida, che ti fa bere troppo, che ti fa ballare, che ti intenerisce, che ama troppo e che ama troppo poco, vecchia dentro, rassegnata, triste, sterile, senza pietà, irrispettosa, maleducata.

C’è gente…

artista, egoista, arrivista, attivista, fancazzista, anche un po’ nazista, narcisista, tossica, odiosa, altezzosa, furba ma non intelligente, intellettualmente disonesta, malata, limitata, fragile e indifesa, fedifraga…

C’è gente…

fedele, felice, affidabile, fiduciosa, sincera, serena, pacata, impegnata e impegnativa, attenta, premurosa, allegra, amica, estrosa, geniale, confidente, saggia, bella, solare….

C’è gente…

…Tanta gente che mi circonda.

Per ogni parola, subito un volto mi è apparso. Stasera vi penso tutti. Nel Bene o nel male.

A.

Compleblog

È passato un anno da quando abbiamo aperto questo piccolo spazio.

Mi diverte rileggere le varie fasi di questo periodo che pare volato e, come le cose migliori, tutto è cominciato per scherzo.

WordPress mi dice che ho raggiunto i 500 like (estikazzi!) e arrossisco un po’.

Mi stupisce sempre il novero di sconosciuti che ogni tanto compare e comincia a seguirti come se tu avessi qualcosa di buono o di intelligente da dire.

Ho conosciuto anche alcuni di voi per varie vie ed è stato bello, interessante ed importante.

Insomma… un mondo diverso dal solito tran tran; per me quasi un rifugio sopratutto per i periodi tristanzuoli (anzi mi scuso se sono una lagna a volte 😊).

Il saldo è comunque positivo. Anzi, già che ci sentiamo… avete dei suggerimenti da dare? Argomenti, modo di scrivere, idee, critiche e complimenti.

Su, non siate timidi!

Aspetto con ansia, A.

Ci sono delle sere…

Ci sono delle sere…

in cui ti rimangono un sacco di cose da fare e da dire ma… proprio non ce la si fa!
Sí, avete presente quelle cazzo di sere in cui hai voglia di leggere ma ti bruciano gli occhi oppure vorresti cantare a squarciagola ma c’hai – guarda caso – la tracheite del secolo.

Ci sono delle sere…

in cui sembra che l’universo (o Gesù) ce l’abbia con te e non te ne va bene una. O meglio… va tutto regolare ma a TE non va bene niente. 

Hai un sacco di amici e ti senti sola, hai una bellissima e casinosa famiglia e vorresti stare su un eremo, hai tutti i mezzi tecnologici a disposizione ma non trovi il film che ti ispira vedere, hai l’armadio pieno di vestiti ma manca sempre quello giusto, se qualcuno ti invita non è mai per andare nel posto giusto o (ancora peggio) non ti invita la persona giusta, and so on….

Ti fermi, rifletti, respiri, analizzi, razionalizzi, pensi al futuro e alle cose belle… ma niente… è una di quelle cazzo di sere in cui il blues dell’insoddisfazione-senza-motivo fa da padrone.

La psicologia da bar direbbe che c’è sempre un motivo più o meno recondito… ma in queste sere ci stanno sui coglioni anche gli psicologi da bar.

Quindi, cari amici, l’unica quanto irrimediabile soluzione è il vecchio e saggio adagio di Rossella… Domani è un altro giorno…. oppure se ci piace di più una Vanoni d’annata che canta…

Domani è un altro giorno, si vedrà 

È uno di quei giorni che

Ti prende la malinconia

Che fino a sera non ti lascia più

La mia fede è troppo scossa ormai

Ma prego e penso fra di me

Proviamo anche con dio, non si sa mai

E non c’è niente di più triste

In giornate come queste

Che ricordare la felicità

Sapendo già che è inutile

Ripetere “chissà?

Domani è un altro giorno, si vedrà”

È uno di quei giorni in cui

Rivedo tutta la mia vita

Bilancio che non ho quadrato mai

Posso dire d’ogni cosa

Che ho fatto a modo mio

Ma con che risultati non saprei

E non mi son servite a niente

Esperienze e delusioni

E se ho promesso, non lo faccio più

Ho sempre detto in ultimo

Ho perso ancora ma

Domani è un altro giorno, si vedrà

È uno di quei giorni che

Tu non hai conosciuto mai

Beato te, si beato te

Io di tutta un’esistenza

Spesa a dare, dare, dare

Non ho salvato niente, neanche te

Ma nonostante tutto

Io non rinuncio a credere

Che tu potresti ritornare qui

E come tanto tempo fa

Ripeto “chi lo sa?

Domani è un altro giorno, si vedrà”

E oggi non m’importa

Della stagione morta

Per cui rimpianti adesso non ho più

E come tanto tempo fa

Ripeto “chi lo sa?

Domani è un altro giorno, si vedrà”

Domani è un altro giorno, si vedrà

A.

Don’t Dream it… Be it!

Messaggio vocale 8:36 del mattino: …ciauuuu, senti A. io avrei due biglietti per il Rocky Horror Show domani sera e… si insomma… mi farebbe davvero piacere andarci con te, se non hai altri impegni…. 

Risposta vocale di A. ore 8:37 rochissima (stile Amanda Lear per intendersi): assolutissimamente SI! E se ho qualcosa per il Rocky mi libero sempre!

E fu così che io e una giovanissima 19enne ci avventuriamo a teatro. Sono contenta che la pulzella voglia passare una serata con me… primo perché forse non sono così vecchia dentro come fuori e poi perché, quando una nostra vicina di sedia ci chiede:  ma è sua figlia? Dopo uno sguardo complice C. dichiara: è una Zia acquisita diciamo!

Dentro di me orgoglio e tenerezza  a pacchi che ovviamente non possiamo dimostrare apertamente.

Lei è bella, magra, due occhi azzurri da paura e una chioma leonina color mogano. Quando mi dice: oh allora ci vestiamo e trucchiamo a modo! Subito le mando una foto di Magenta… io farò Columbia (con 40 kg in più!).

Viene da me e mi aiuta a scegliere i vestiti. Passiamo al trucco e al parrucco, i miei genitori ci guardano divertiti, ci prendono un po’ in giro e via!

Terza fila. Cazzo proprio posti di tutto rispetto! La gente comincia ad arrivare, mi guardo intorno e non vedo il solito pubblico di hooligans vestiti come dei maniaci sessuali. Solo un gruppo sparuto più indietro (però bellissimi, lustrini- reggicalze-calze a rete- paillettes e rossetto rosso di ordinanza). Noi in mezzo a una manica di anziane signore ingioiellate e profumate come alla prima alla Scala.

…Disagio…..

Lei giustamente dice: guarda che sono LORO che non capiscono. E il mio orgoglio per questo giovane virgulto cresciuto a pane e buona musica aumenta.

Il resto è il Rocky… bello, godibile, divertente e finalmente interamente in lingua originale (ODIO la pratica barbara di tradurre i musical….non se po’ fa’!).

Don’t Dream it, Be it….Don’t judge a book by its cover…It’s just a jump ti the left…Dr. Scott! (Uh)… Eddie (shhh)…and I realize, I’m going home

Si arriva alla fine e ci avviciniamo a salutare il gruppo di maniaci pervertiti vestiti all’uopo. Facciamo i complimenti e il Frank di turno, guardando le mie scarpe nere coi calzini bianchi INGUARDABILI mi dice: come una vera transilvana!


Il disagio è sparito, C. ha ragione: noi abbiamo capito, gli altri un po’ meno.

Applausi, sipario.

 



Bentornato (per ora)…

E poi c’è lui. 

Uno spilungone creativo, a volte con tratti di genialità, che fa il coglione di continuo. Si, il classico tipo che spesso (e a torto!) ha mille etichette negative addosso.

Uno che legge, suona, disegna, scrive; che è curioso, zitto zitto studia, si informa e ti sorprende con citazioni e conoscenze imprevedibili ed improbabili.

Uno che ama le moto, le donne, il rock&roll e in fondo anche il suo lavoro.
Un tabagista cronico, sempre arguto, poco banale e con la battuta pronta.

Bestemmiatore, maleducato e rude più per apparenza che per altro;  ama i cani e la sua vita privata, nonostante se ne lamenti come da cliché.

Uno che fonda gruppi di musica dal sound e dal nome improponibile. 

Uno che ha la capacità di attenzione di una formica ma che capisce tutto al volo. Cieco come una talpa dagli occhi scuri, sinceri e profondi.

Uno che tende a farsi i cazzi propri e a non cedere al chiacchericcio; sempre pronto a difendere i ‘fratelli’ anche nell’errore.

Uno che non fa sconti e che per due anni si è rifiutato di parlarmi perché offeso (di cosa poi, ancora lo devo capire!). Uno che poi è tornato, senza chiedere scusa, così come se ne era andato.

Uno che mi fa sempre ridere e riflettere, disponibile anche ad ascoltare (e giustamente condannare) le mie paturnie. Invece di dispensare consigli, dispensa vaffanculo curativi.

Uno che quando non c’è si sente. Uno che adesso c’è e domani – se rizza il culo e costruisce il muro – chissà….

Insomma…uno da evitare ma per me inevitabile.

Bentornato nella mia vita D.!

Canta che ti passa….

Tre giorni belli, folli, intensi, stancanti, emozionanti e divertenti…. l’estrema sintesi del mio ultimo fine settimana. 

Con cinque ‘sisters’ decidiamo di andare a un workshop di canto gospel. Dai, proviamoci… è a Siena, si va e si torna assieme! Comincia così, quasi per scherzo, questa mattana su proposta della Maestra.

E fu così, che cinque sciroccate che chiameremo per comodità  la Bionda, la Sudista, la Secchiona, la Seria e l’Intossicata decidono di partecipare a questa cosa organizzata da un coro di Siena con insegnate un Catalano di nome Nacho. Ovviamente, parte subito il gruppo Whatsapp per l’organizzazione che viene rinominato dalla Bionda creativa in “las guacamoles” dopo un giorno di intensa riflessione.

Ready, Steady.. GO! L’Intossicata (che sarei io) si presenta all’appuntamento per la partenza con una tosse da cavallo. Prontamente le sisters porgono assistenza con sciroppi, spray nasali, caramelle balsamiche e ogni genere di conforto disponibile al momento. Si arriva addirittura alla confezione di strepitose e magiche caramelle al ginger cucinate appositamente per me dalla mamma della Bionda . 

Il posto è incantevole, il sole ci bacia; è bello cantare assieme a sconosciuti, ascoltare la voce degli altri che ti suona negli orecchi, guardare la luce che filtra dalle finestre sui quadri del refettorio, incrociare gli sguardi e le emozioni delle mie sisters e di tutti gli altri compagni di avventura.
Bellissimi i viaggi in auto per andare e tornare. Commenti, risate, prese di giro più o meno bonarie, stress per lo studio, gole in fiamme, corde vocali stanche. Confidenze, confronti, paragoni, confessioni, silenzi. C’è tutto un mondo nella macchina della Bionda…anzi cinque mondi che si toccano e si conoscono ancora meglio. Tutte e 3 le sere, varcata la soglia di casa ho ringraziato Dio di avermi fatto incontrare queste creature. Donne forti con vissuti tosti e con un’anima grande come grande è il loro cuore.

I giorni passano veloci, la stanchezza aumenta ma siamo consapevoli che stiamo facendo proprio quello che vogliamo fare. La Maestra ci raggiunge e passa con noi parte del seminario. Nacho è coinvolgente. L’accoglienza potrebbe essere migliore ma non perdiamo di vista l’obiettivo. 

Finale con concerto nella chiesa di San Martino dietro Piazza del Campo. Ci raggiunge anche S. un’altra sister preziosa come un diamante grezzo per pranzare con noi, fotografarci e assistere al concerto di fine corso.

Tutto scorre, finisce in allegria e con un po’ di commozione. 

Stanche, stanchissime ci dirigiamo verso casa sfrecciando con la performante macchina a gas della Bionda.

In auto cala il silenzio…è la musica che continua ad accompagnarci. Il sonno sta per prevalere. Ogni tanto un commento…finché non ci ritroviamo a cantare a squarciagola…Ed io non vedo più la realtà, Non vedo più a che punto sta, La netta differenza tra il più cieco amore E la più stupida pazienza….No, io non vedo più la realtà, Né quanta tenerezza ti dà, La mia incoerenza, Pensare che vivresti benissimo anche senza

E allora chiudo gli occhi, faccio un ciaone alle mie corde vocali, ricaccio indietro la lacrimuccia e penso….He Will Supply!

A.