Il peso

Stasera vi parlo di una canzone. Parla di gentilezza.

Mi piace proprio tanto. Parla di un tizio in cammino che va in un posto chiamato Nazareth (ma potrebbe essere ovunque), è stanco e cerca da dormire.

Nel suo viaggio personale fa una serie di incontri: un tizio sgarbato qualsiasi, l’amica Carmen che cammina a braccetto col Diavolo, una petulante Mrs Moses, e infine  Chester il matto del villaggio.

…liberati di un peso Fanny e mettilo pure su di me…

Tenta di entrare in contatto con tutti parlando del più o del meno e chiedendo informazioni (Hey mister can you tell me where a man might fino a bed?), buttando lá un invito (come on let’s go downtown) e chiedendo notizie su cose e persone (what about Anna Lee?).

…liberati di un peso Fanny e mettilo pure su di me…

In cambio riceve solo negazioni (no, was all He said), menefreghismo e indifferenza (I gotta go) ma soprattuto la deludente consapevolezza che gli altri non fanno niente per niente. I will fix you rack of you’ll take Jake, my dog.

Il carico è sempre più pesante e nonostante tutto continua a ripetere a tutti: liberati di un peso Fanny e mettilo pure su di me.

Finisce che torna indietro, da Fanny, l’unica che ha mandato un saluto gratuito e gentile a tutti prima della sua partenza.

Take a load off, Fanny

Take a load for free,

Take a load off, Fanny

And you put the load right on me

Signore e Signori…

The Band: The Weight (Robbie Roberson, 1968)

A.

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One thought on “Il peso

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