30 day writing challenge – DAY 23

Caro Gesù…

(pausa per le mie amiche carissime)

si, scrivo proprio a te. Di solito abbiamo un rapporto epistolare limitato a qualche post su Facebook. Oggi mi prendo del tempo, l’occasionissima dello scrivi una lettera a chi vuoi del challenge, per argomentarti un po’ di questioncine che abbiamo in sospeso.

Spero che avrai la pazienza di leggere fino in fondo prima di incenerirmi; lo sai come son fatta… ti voglio un gran bene e so che tu me ne vuoi… prendila bonariamente quindi come uno scambio di opinioni tra genitore saggio e adulto e figlia adolescente inquieta.

Agli amici chiesaioli e bigotti, chiedo di non giudicare questo mio scritto. Il fatto che loro non l’avrebbero mai fatto, non qualifica che io non possa ragionare col mio amico Gesù. Se vi offende, smettete pure di leggere. 

Ergo…

Caro Gesù,  ci tengo in primis a confermarti l’appuntamento che ho opzionato già da tempo: quando morirò e verrò di lá (perché tu sarai ad aspettarmi vero?) mi devi una decina di minuti in esclusiva per rispondere a tutte quelle domande, anche scomode, che mi sono fatta in vita e alle quali non ho mai avuto risposta.

Mi dovrai spiegare perché le tue vie non le capiamo mai; ci ritroviamo in dei casini mostruosi senza vedere via d’uscita. Dice che c’è, che è tutto scritto, che tu la conosci, ma noi non la vediamo… potresti essere un tantinello più chiaro e loquace? Aiuterebbe a vivere più sereni. E se lo fai prima che io muoia, magari campo un po’ serena.

Mi dovrai spiegare perché l’uomo è un animale cattivo in sé, perché i bambini muoiono di fame, sete, malattia, guerra e violenze, perché il denaro fa da padrone, perché l’onestá è un optional al pari del climatizzatore in auto, perché la giustizia non è giusta, perché i princípi valgono solo per alcuni (spesso i più sfigati). 

Mi spiegherai la vita che mi sono trovata a vivere, il perché di molte cose strane che mi sono accadute, i cambiamenti che non volevo affrontare, la perdita delle persone care, la sofferenza altrui. Mi spiegherai perché mi hai plasmato come una piccola spugna che assorbe tutto e che spesso si spreme per rendere indietro ma… sembra che non esca niente di buono.

Non sarà solo questo… ti ringrazierò per le belle cose che mi sono successe (e sono tante in verità) e per le persone che mi hai fatto incontrare nel cammino (anche se alcune ce le potevamo risparmiare!), per i talenti che mi hai dato, per il carattere un po’ bislacco che mi ritrovo, per le mie fragilità (anche se spesso usate conto di me), per la testardaggine e per quell’assurda convinzione che non bisogna essere indifferenti alle cose e alle persone. Cambiare si può, lottare si deve anche se siamo in debito di ossigeno.

Beh tutto sommato, rileggendo e considerando ancora quello che avrei da dire, 10 minuti Caro Gesù mi paiono un po’ pochi…s’ha a fare un’oretta?

Devotamente e sommessamente come sempre, tua

A.

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2 thoughts on “30 day writing challenge – DAY 23

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