30 day writing challenge – DAY 4

Scrivi di qualcuno che ti ispira

Mmmm, difficile questa anche perché ci sono tante persone che sono o sono state fonte di ispirazione.

Se mi concentro bene comunque, nonostante riveda i volti delle tante belle persone e i folcloristici personaggi che ho incontrato, quel viso rimane sempre in primo piano.

L’ho incontrato quando avevo 13 anni e se ne è andato quando ne avevo 18; una persona che mi è stata accanto per tutta l’adolescenza e mi ha accompagnato nella crescita e nella formazione della persona che oggi mi trovo ad essere. È stata talmente grande la sua presenza che ancora oggi, a distanza di tantissimi anni, mi scopro a pensare (soprattutto nei momenti di difficoltà): “ chissà cosa mi avrebbe detto…”

Un Uomo complesso e complicato, colto, capace di fare sfuriate fuori misura e subito dopo avvolgerti nella tenerezza come una mamma avvolge il bambino in fasce.

Un Uomo che ci regalava caramelle e ci riempiva di schiaffi e carezze con quelle grandi mani caldissime.

Un Uomo che ci ha  insegnato (dico “ci” perché  eravamo in tanti!) la bellezza dello stare assieme agli altri e per gli altri, a lottare e spendersi per un’idea (qualsiasi essa fosse), a scegliere da che parte stare perché non dovevamo mai commettere l’errore di essere “tiepidi”.

Un Uomo che ti comprendeva con uno sguardo, che ci guidava col suo esempio e con i suoi errori, che capiva le situazioni e i contesti, che non faceva differenze e che aveva spazio per tutti.

Un Uomo che ci ha insegnato il valore del gioco e dello studio, che mi ha soprannominato “lumachina”, che ci ha sempre spronato a tirare fuori i nostri talenti e ci ha reso responsabili.

Un Uomo saggio e fuori dal comune che casualmente (o forse no) era anche prete e ci ha parlato di Dio come se fosse la cosa più semplice del mondo, che ci ha lasciato in eredità un fil rouge che ci lega. Per chi ha vissuto con me quel periodo e quelle esperienze infatti, ancora oggi su determinati argomenti – quelli seri e veri che ti toccano nel profondo – non ci sono spiegazioni da dare perché…non ce n’è bisogno: è così e basta perché non può essere altrimenti. E questo, credetemi, fa tanto famiglia e dá tanta serenità e libertà.

Un Uomo che aveva sintetizzato il modo “giusto” di esserci con attenzione, pazienza, tenerezza, dono e perdono  e che ci ripeteva che il nostro cuore è più grande di quello che si pensi e genera continuamente nuove energie.

Manchi tanto… averti conosciuto ha fatto veramente la differenza e più invecchio, più mi convinco che sono stata davvero fortunata.

A.

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