Happy gnu year

E anche questa ricorrenza è andata.

Ho sempre odiato il capodanno perché, nonostante comunemente si senta ripetere come un mantra che è “un giorno come un altro”, bisogna fare qualcosa e dobbiamo passarlo in compagnia e anche quando decidiamo di non fare “niente”, nel momento in cui siamo a “non fare niente”, ci piglia il blues…il che è del tutto fuori logica.

In fondo credo che l’avversione viscerale che nutro per il capodanno sia dovuta al suo significato intrinseco, ovvero IL BILANCIO.

Il vecchio che se ne va (se ne andrà davvero?) ed il nuovo che arriva (cosa porterà?).

Per il nuovo, costume nazionale è la comparazione degli oroscopi: ci dilettiamo a credere agli auspici letti nelle stelle da diversi soggetti  (peraltro molto discutibili) in tema di amore, salute, denaro e lavoro. E poi (almeno la mia anima scientifica lo fa)…li compariamo! Che cruccio… non torna mai nulla!!! Tra Saturno contro, Giove in transito, Venere nel trigono e altre robe…scientificamente mi sentirei di dire che non ci azzecca nessuno. Quindi.. ci teniamo la nostra bella paura del futuro e via andare.

Per il vecchio la faccenda è più complessa…si prende la nostra mente (come se fosse un bel foglio bianco) e si comincia a fare la lista dei PRO e dei CONTRO; alla fine si tira una riga e si fa il saldo. Leggendo e sentendo in giro, il saldo è al 99% negativo per cui, l’anno che finisce, è stato il classico annodimerda  a meno che non vi sia nato un figlio o vi siate innamorati per cui tutto viene visto con gli occhialetti rosa dell’amore. Altro discorso per chi ha perso qualcuno… qui la faccenda si fa molto più seria e non è questa la sede giusta per affrontarla.

Credo che in fondo in fondo il risultato sia sempre per quasi tutti uno squallido 0-0 perché… il bello che facciamo (o ci accade) lo diamo per scontato mentre gli inciampi quotidiani, beh, sono sciagure paragonabili alle piaghe d’Egitto… insomma bisognerebbe imparare a pesare un po’ meglio.

Last but not least….Deploro la circostanza, gli auguri ciclostilati di gente che scorre la rubrica telefonica e manda messaggi a raggera. Gente che non ti cerca in 364 giorni e che si ricorda della tua esistenza solo perché ha il tuo numero memorizzato. Frasi idiote e senza senso, catene di Sant’Antonio (alcune abbastanza carine da farti sorridere), immagini più o meno hot il tutto condito da una spersonalizzazione imperante. Ecco… un consiglio cinico… fatene a meno…perché noi di ‘sta roba non ce ne facciamo niente!

Come è stato il mio 2016? Sicuramente migliore del 2013/14/15.. quindi segno ➕

Come sarà il mio 2017? Spero in ascesa.. anche alla faccia di Saturno contro!

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” (I. Calvino)

A.

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