I Teorema di Arianta

Tra le tante idee che affollano la mia testolina c’è anche quella di poter definire la felicità con una regola matematica.

Se ve lo state chiedendo… sono sobria.

Dicevamo…

La smania di essere felici generalmente ci attanaglia e soprattutto dopo la mia separazione ho cominciato a chiedermi: che cosa è la felicità? Ho cominciato anche a interrogare le persone su questo tema aumentando – se possibile- l’entropia emotiva.

Risposta affatto banale.. .c’è chi sostiene che la felicità sia una chimera e che in fondo serva soltanto stare sereni (senza #!!!) e vivere ciò che ci si presenta davanti con i vari stati d’animo annessi e connessi; chi la insegue per tutta la vita vivendo con frustrazione i momenti di stanca; chi mi ha risposto machecazzodidomandefai? And so on…

Il mio bisogno estremo di inscatolare tutto e dare ossessivamente e compulsivamente un senso a tutto (anche se come dice Vasco… un senso non ce l’ha) mi ha fatto ricorrere alla matematica.

Ergo, come ogni teoria che si rispetti, sto mettendo ambiziosamente a punto una formula che esprima cosa è la felicità che potremo chiamare (anche con estrema umiltà direi!!!)  il I teorema di Arianta.

Siamo ovviamente alla fase embrionale, perché i fattori sono infiniti, molteplici e soggettivi ed è estremamente difficile razionalizzare tutto e sintetizzare con una formula… ma da ora a quando morirò spero di essere arrivata alla messa a  punto quasi definitiva.

I teorema di Arianta

FELICITÀ = Realtà + Attesa + Pensieri – Aspettativa

La Realtà è immutabile e direi  spessissimo una variabile indipendente dal nostro potere. Qualora possiamo agire sul nostro presente, dovremo cercare di portare la Realtà ad avere segno positivo sempre altrimenti… la felicità tenderà sempre al negativo quindi… più la realtà farà schifo più saremo infelici

Qui entrano in gioco i nostri Pensieri che dipendono strettamente da come facciamo frullare il nostro cervello; se riusciamo (comunque e nonostante tutto) ad avere pensieri positivi, la nostra felicità aumenterà…viceversa …sarà un disastro annunciato!

L’Attesa, la prendiamo invece in valore assoluto e la consideriamo come un quid da aggiungere alla realtà perché attesa significa avere dei sentimenti positivi per qualcosa che deve accadere di sicuro. L’attesa per Babbo Natale, per la nascita di un bambino, per il primo appuntamento, per l’uscita con le amiche, per il prossimo concerto.. insomma tutte cose belle che hanno da venire. Quindi.. Più viviamo una vita in attesa delle nostre cose belle, più aumentiamo la nostra felicità.

L’Aspettativa… beh, è il nostro peggior nemico. Io per prima ne ho un sacco soprattutto verso gli altri. Se l’altro non fa quello che ti aspetti, sogni, vuoi.. beh scatta la frustrazione e… Zac! Si comincia a stare male.

Beato colui che non si aspetta nulla perché non sarà mai deluso.

(Alexander Pope)

A.

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