Ohi ohi!!

Sveglia.

Ohi. Ho dolori ovunque e penso: per forza! Ieri hai ballonzolato sui tacchi per un paio di ore buone, hai battuto le mani e suonato il cembalo come se non ci fosse un domani, hai preso un freddo becco… cosa vuoi sperare?

Vabbè, mettiamola un’oretta avanti. Sia mai che questo calduccio sia salvifico.

Sveglia 2.

Ohi. Ho sempre sti dolori e penso: salvificounamazza! Mi butto di sotto, come un razzo mi sistemo e vado a lavoro.

Ohi. Sono a lavoro e ho sempre dolori e penso: non c’hai più il fisico…

Comunque si produce, si arriva al pranzo e si continua anche dopo. Arriva una telefonata dalla portineria.

– Pronto? C’è il signor C. per lei

-….. chi?

– Il signor C.!!!

Mi scappa una risata fragorosa per telefono: ok, scendo a prenderlo!

Conosco i miei polli…raccatto borsa, giubbotto, golf, sciarpa 1, golf 2 e sciarpa 2 (si, oggi a Firenze era un freddo boia!!) e scendo.

C. è lì che mi aspetta, ci abbracciamo a lungo. Erano mesi che non lo vedevo e non lo sentivo. C. ha 25 anni, infelicemente fidanzato, carino, sessodipendente, studente e cantante, sognatore irrequieto…scherzando l’ho sempre chiamato il mio ToyBoy. Invece è solo un cucciolo smarrito che quando è nei casini torna e chiede asilo.

Lo ascolto, apprendo le sue crisi, tento di razionalizzare l’irrazionalizzabile, lo brontolo, spiego che i rapporti non sono fatti solo di utilità e che non si può tornare solo quando si ha bisogno. Le piantine vanno annaffiate, sennò avvizziscono. Ma è giovane, irrequieto, maschio e quindi…poco possiamo noi donne di fronte alla potenza del testosterone. Lo accogliamo così come è sperando che migliori col crescere 🙂

Passiamo il pomeriggio assieme fino all’ora dell’aperitivo (ovviamente le 18!!!) e ci rifugiamo nel suo Pub preferito dove il suo barista preferito D. (che anche io adoro) dispensa alcool a sé e agli altri in una bolla artificiale fuori dal tempo e dallo spazio, con musica di qualità e arredi bizzarri. 

D. è bellissimo e complicatissimo. Non è felice e lo dice apertamente. Sorride e scherza con un retrogusto amaro. Mi prende in giro, ci bacia e ci abbraccia. Intanto beviamo… mi ritrovo a ragionare con un vulcanologo mentre D. lavora e il signor C. è andato a prendere una pizza da smezzare (piccante per lui e capricciosa per me!). 

Ottima la mia presentazione agli avventori del pub del signor C. che per perorare la mia causa, ovvero per dire che non sono una donna come le altre esclama: ma A. non è una Donna Normale… è… UNA ZIA! ovviamente urlando nel locale zipillo di avventori maschi…

Demolita così la mia fragile autostima, continuo a chiedermi, senza ovviamente smettere di bere, perché mi sono infilata in quella situazione..Beh non ho risposta, se non che gli voglio bene e non si lascia un cucciolo sull’autostrada.

A una certa, dopo che il signor C. ha detto a me, D. e al  Vuocanologo cosa farà domani e come cambierà la sua vita, ce ne andiamo.

Il signor C. salutando la curva promette che domani passerà a raccontare come è andata. Ci aspettano. E io penso…

Ohi, adesso mi fa male anche l’unica cosa che non mi duoleva… il fegato!

Cheers 

A.

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