Il rumore del mantello che sventola

Stasera, girellando su faccialibro, tra la facciona di Lapo Elkann, la notizia del concerto di Pupo che a Kiev è finito in rissa, la Parietti che ha la sindrome del sopravvissuto e altre amenità, ho scovato il necrologio per un mio prof universitario.

Mi è venuto subito istintivo di condividere la notizia con i vecchi compagni di corso accompagnata da questo post:

Ricordo ancora con terrore il suo esame…mezza annualità bloccante, il suo libro che conteneva diesis, bemolle, il verso di corsa di una gara dei 400 di atletica alle olimpiadi, il pre test, il test e la Top10. Ma soprattutto… la riga che correva lunga nel suo ufficio, alta non ricordo quanto, a segnare il record del mondo di non so chi di salto in alto. R.I.P. DeBa, ti ricorderò fino alla morte come il Master&Commander del calcolo Matriciale di roba tipo autovalori e auto vettori…e come me, credo, tutti quelli che ti hanno incrociato al biennio

Subito si è aperta la finestra sul tempo ed è partita la gara al “ti ricordi quando?”

Lui era una delle nostre bestie nere e le sue stranezze lo precedevano…lezioni sulla forma dell’universo, sulla quarta dimensione, sul prendere la roba dal frigo senza aprirlo, il guanto che dalla mano destra finiva nella sinistra.

E poi all’esame, il terrore… si presentava in anticipo di 10 minuti sull’orario, tutti dentro.. seduti e impanicati.. con calma sadica posava sul tavolo la tazza MUG arancione’ la cartella e la scatolina portagessi, si toglieva l’orologio da polso e cominciava a fissare l’ora… IN SILENZIO!!!

Allo scoccare delle 8:30 consegnava il famigerato PRETEST ovvero 10 domande con risposta a crocette da fare in 30 minuti. Finito il tempo, si alzava e scriveva alla lavagna la schedina vincente… auto correzione, chi ne aveva azzeccate almeno 6/10 rimaneva, il resto… NEXT!

In quel momento 3/4 dell’aula si alzava incazzata e se ne andava a vociare improperi e bestemmie nel corridoio. 

Gli eroi, rimanevano seduti e si partiva con lo scritto vero e proprio. Alla fine, a quei pochi che consegnavano, dava appuntamento dopo 2 giorni.

Al momento della riconsegna, DECLAMAVA i nomi dei 10 fortunelli (quasi mai di più!) ammessi all’orale che, ovviamente, cominciava seduta stante.

Ecco, a distanza di 20 anni, ancora ricordo quella grande corsa a ostacoli che era Geometria (che con Euclide e Pitagora non ci incastrava una mazza peraltro!!).

Quando però arrivavi alla fine…cazzo…ti sentivi veramente un supereroe perché  avevi appena passato l’esame con una leggenda (…ma lo sai che è  appena tornato dal MIT?)

E adesso, caro DeBa sorrido e riprovo la stessa sensazione e mi vedo… giovane matricola impaurita, a ridere con gli amici sulle scale di Santa Marta, fumando una sigaretta, dopo aver sconfitto una bestia nera.

E se mi concentro bene, sento ancora il rumore del mantello che sventola…. 

Arianta

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One thought on “Il rumore del mantello che sventola

  1. “…ancora ricordo quella grande corsa a ostacoli che era Geometria (che con Euclide e Pitagora non ci incastrava una mazza peraltro!!).”
    Grande verità: bisognerebbe avvertire tutte le nuove generazioni!
    Grande A.

    Mi piace

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